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LA«Il costo della multa di Agcom è significativamente superiore rispetto al nostro fatturato annuo in Italia. In questo modo, non ha senso fare affari in un Paese. Alla base della nostra azione c’è una questione di legittimità, dato che migliaia di aziende legali sono state bloccate con questa legge (antipirateria italiana 93/2023, ndr)». A dirlo è Alissa Starzak, vice responsabile legale e Head della Global Policy di Cloudflare, il colosso statunitense specializzato nella fornitura di infrastrutture digitali sanzionato dall’Agcom per 14,2 milioni di euro per non aver disabilitato l’accesso a contenuti pirata. […]
Per il Ceo di Clouflare, Matthe Prince, l'intervento è “pericoloso”. Ma lo è davvero?
«È problematico. Alla base di Internet c’è la resilienza e la legge va contro la sua logica. Da un punto di vista pratico, è molto complesso bloccare i percorsi che portano a certi contenuti».
[…]
La risposta dell’Agcom: «[…] Cloudflare era da lungo tempo a conoscenza dell'uso strumentale dei propri servizi per la trasmissione illecita di opere tutelate dal diritto d'autore, comprese le trasmissioni sportive in diretta. A gennaio 2025 la società è stata invitata a partecipare alla riunione del Tavolo tecnico istituito ai sensi della Legge antipirateria. Cloudflare non ha dato riscontro».
L’articolo di Giovanni Turi è su La Stampa
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